Digital Blog – Analfabetismo digitale in Italia

Per “analfabetismo digitale” (o informatico) si intende l’incapacità delle persone di operare mediante un computer, di leggere, scrivere e reperire criticamente informazioni in Internet.

Questo dato può essere influenzato da alcuni fattori, come le proprie caratteristiche socio-demografiche ed il contesto in cui si vive.

“Analfabeta digitale” non è soltanto chi non conosce la tecnologia, ma anche colui che ignora la terminologia di settore.

Questa è ormai ampiamente utilizzata da tutti i mezzi di comunicazione di massa ed è entrata nel lessico quotidiano.

Un altro fattore che può far aumentare l’analfabetismo informatico è la paura o il rifiuto irrazionale verso i dispositivi tecnologici (tecnofobia).

 

Nell’arco temporale, il tasso di analfabetismo digitale può subire variazioni dovute alla velocità con cui evolve questo mondo. Una persona può diventare analfabeta informatico a causa del rapido e costante avanzamento della tecnologia, o degli usi legati ad essa.

L’analfabetismo digitale può non essere percepito come un problema immediato per la persona che non nutre alcun interesse verso le nuove tecnologie, che non si informa sui cambiamenti di trend su scala globale.

Analizziamo nello specifico un campione della popolazione italiana che va dai 6 ai 65 anni.
Possiamo suddividere le competenze digitali in quattro livelli:

  1. il 37% non ha mai utilizzato Internet e viene considerato “analfabeta digitale totale”;
  2. il 13% utilizza Internet sporadicamente (es. non negli ultimi 3 mesi);
  3. il 24% sono definiti “analfabeti digitali funzionali” ovvero sono coloro che hanno utilizzato Internet negli ultimi 3 mesi ma non sono in grado di utilizzare i servizi più comuni su Internet (es. compilazione moduli e interazione con le pubbliche amministrazioni, home banking, pagamenti elettronici) e quindi non hanno un approccio attivo;
  4. il 26% utilizza Internet anche per i servizi più comuni e ha un livello almeno minimo su tutte le dimensioni del mondo digitale (es. informazione, comunicazione, creazione di contenuti, sicurezza, problem-solving).

Questi i dati più recenti disponibili (fonte i dati Istat “Cittadini e Nuove tecnologie, elaborati secondo i criteri appena esposti) di conseguenza di percepisce come un italiano su tre non sappia navigare su Internet.

L’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), nella relazione “Skills Outlook 2019” afferma che “la popolazione italiana non possiede le competenze di base necessarie per prosperare in un mondo digitale, sia in società sia sul posto di lavoro“.

A livello Europeo, si tratta del quarto peggior risultato, dopo Bulgaria, Grecia e Romania.

 

Il posizionamento rimane lo stesso sia se si analizzano le competenze di base, sia quelle specifiche.
Tra le cause principali troviamo:

  • l’arretratezza del sistema scolastico e formativo di base. Pochi docenti sono formati per la preparazione e l’insegnamento del digitale nelle scuole italiane (tre su quattro hanno dichiarato di non avere le competenze tecnologiche sufficienti);
  • la carenza delle infrastrutture informatiche, come la diffusione dell’hardware e la connessione a banda larga. Molte compagnie hanno abbandonato da tempo l’estensione delle reti ADSL nelle aree periferiche del paese, ritenendo non vantaggioso tale investimento;
  • la carenza di strutture formative e informative per l’insegnamento delle conoscenze teoriche minime.

Mentre il paese si trova di fronte a questa drammatica situazione, uno spiraglio arriva dalle nuove generazioni. Nei giovani tra i 16 e i 29 anni è stato riscontrato un livello soddisfacente di competenze nell’utilizzo del computer. Addirittura gli under 15 si posizionano in linea con la media mondiale.

Guardando al futuro della nostra società, l’azione della politica italiana si sta muovendo con convinzione verso una rapida crescita delle competenze digitali coadiuvate dall’ausilio delle Regioni e delle organizzazioni del settore. L’istruzione deve essere divulgata attraverso corsi specifici che vadano a colmare le lacune attuali.

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